correre

21lug10

sono un ciccione. non un ciccione nel senso obeso, ma sono in sovrappeso.

vestito con la mia polo o una camicia sono snello, non sto male, ma…

Ma ora sono seduto e devo dire che ho le maniglie, un po di pancetta le tettine, insomma devo dire che vestito mi difendo, ma nudo proprio non va. Non è un discorso di piacere agli altri. (chissa quante volte queste parole sono state scritte).

Comunque oggi sono andato a correre e il trend è positivo.

In ogni caso volevo tornare a scrivere piccolissimi raconti che servano a dare un contorno ai personaggi un un raconto più lungo che voglio scrivere. Ognuno dei prossimi post sarà dedicato alla caratterizzazione di un personaggio, vediamo come  vivono di sole parole.


uscire

25giu10

sono un tipo casalingo, mi piace il divano, adoro il divano. è un amico.

uscirei poco,esco spessissimo, esco sempre, esco tutte le sere.

ci vediamo al birrificio Lambrate


waiting

23giu10

beingsimone meeting room

Sala riunioni, aspetto di essere chiamato per una call con un cliente. Ho fame, mangerò tardi: sono già le 12.32.

Oggi passeggiando verso la metro mi sono chiesto se mai scriverò uno di quei post che parlano del mio lavoro, marketing, organizzazione ecc. Dotti articoli che dicono sempre le stesse cose, magari con un punto di vista spostato solo di qualche grado (il marketing visto dai musulmani)  o puramente provocatorio (digital influence is rubbish).

Invece mi ritrovo a scrivere del fato che ho fame, sono in una saletta riunioni, da solo. Vedo i miei piedi attraverso il tavolo di cristallo.

Prometto: entro un mese scriverò un dotto articolo sul marketing. Lista della della spesa: pensare a un argomento che mi tocca da vicino, documentarmi brevemente, pensare a qual’è il mio punto di vista: interessante o noioso, originale o ritrito e infine scrivere. Poi fare un po’ di lobbying con altri blogger: magari ci scappa una cattedra in Bocconi se ci prendo gusto :-)


Pillole#4

18giu10

  1. 5 minuti ed esco dal lavoro
  2. vado a prendere la blogger in stazione
  3. pit stop a casa e poi salto da ikea (forse cena lì)
  4. domani: si va al mercato +  si sofracchia un po’ la casa (tende e cose varie)
  5. dopodomani: grligliatona e partita dell’Italia (chissenenfrega, ma si sta in compagnia e poi vedere la partita  è molto meglio che guardare uno spetacaolo taetrale deprimente, parlare con un amico che ti annoia all’infinito, guardare il TG1, il TG4, il TG2, il TG5 leggere il Giornale, il Corriere , guardare qualunque film italiano uscito negli utlimi 20 anni, legere un libro di moccia, veneziani, vespa ecc)
  6. vado
  7. ciao

La mattina per raggiungere il luogo di lavoro devo percorre 9300 m.

La cosa divertente è che vivo e lavoro a Milano. Con i mezzi sono dai 30 ai 40 minuti. Se va bene. Andata e ritorno sono 1 ora e 10 minuti.  Ogni giorno.

Considerano 22 gg lavorativi al mese e 35 gg di ferie ho un totale di 229 viaggi all’anno al netto di ferie, permessi ecc. Facendo un rapido conto sono 12 gg che passo sui  mezzi pubblici ogni anno. Per rendere l’idea è come se a mezzanotte di San Silvestro prendessi la metro e scendessi il 12 di Gennaio. 12 giorni bruciati. Se fossi su una sonda spaziale potrei arrivare su plutone e accorgermi che li non c’è nulla di molto più interessane di quello che posso trovare in un fondo di Galli della Loggia.

Ieri ho parlato con un collega con cui pranzo spesso. Lui è un pendolare, non un pendolare metropolitano: un pendolare vero. Vive a 90 km da Milano. Impiega due ore ad arrivare e due ore a tornare. Lui è un pendolare interstellare, non voglio neanche fare il conto di quanti giorni l’anno passa sui mezzi.

Ho smesso di lamentarmi, anche perché da quando pendolo leggo di più. Anzi, leggo.

Leggo romanzi, non roba seria come saggi, trattati, biografie, poesie ecc, ma letture piacevoli, stiamo parlando di intrattenimento e come tutto l’intrattenimento c’è anche quello di scarso livello, ad esempio tutto ciò che viene trasmesso sul main stream di RAI e Mediaset.

Il normale ciclo di lettura dei libri prevede: inizi un libro, lo leggi e poi lo finisci. Poi ne scegli un altro. La scelta è cruciale perchè ti pone davati alla possibilità di sbagliare. Il caso peggiore capita egolarmente dopo aver letto un romanzo scritto bene, da autori che hanno letto molto, che scrivono bene, che hanno un buon editor e un ottimo traduttore.  Sono libri che capitano di rado, quasi come l’allineamento dei pianeti che trasformerà la Terra in un deposito di macerie. In ogni caso dopo aver letto un tal libro, capita sempre di leggere una roba mediocre, sempre. Lo riconosci subito dalla dimensione del carattere e dall’interlinea. Troppo spazi. I personaggi sono caratterizzati con la banalità che solo gli autori di Canale 5 possiedono. E sei tentato di mollarlo, di abbandonarlo, di lasciarlo in disparte di non leggerlo più.  Un po’ per orgoglio, un po’ perché un libro è sempre un libro, ti trascini avanti e lo leggi, se non è proprio pessimo ti abitui anche al livello bassino e ti accorgi che la teoria della relatività di Einstein non si applica solo ai corpi che viaggiano a una velocità prossima quella della luce, ma anche ai corpi che vanno piano ma che sono immersi nella lettura di un libro, le distanze di accorciano “siamo già arrivati?”.


Uova di Fenice

14giu10

beingsimone shiny disco ballRari come uova di fenice, i miei brevi post provano a risorgere.

A fianco di quelli nuovi, ripubblicherò quelli vecchi, perchè devo ammettere che non erano male.

Il tema fa pena, ma è l’ultimo dei miei problemi.

Si ricomincia da qui: tiro fuori la palla da disco lasciata in un cartone un po di tempo fa


E’ stata una settimana sufficientemente intensa da farmi ricominciare a scrivere sul blog.

L’evento scatenante del Back to Blog è avvenuto ieri: la cornice è il pranzo al ristorante nipponico con i colleghi, io preferisco spezzatino e polenta, ma ormai è più facile trovare cibo giapponese che spezzatino in Italia o almeno a Milano. Nel recarci al ristorante, abbiamo attraversato il parco, un piccolo parco, che comprende anche una scuola media, i ragazzini stavano uscendo in massa, tutti felici e affamati. Davanti a noi, tra la monotonia delle le macchine dei genitori facevano il pieno di ragazzi, si staglia una berlina bianca, parcheggiata proprio di fronte la scuola. Era un taxi sui cui stavano salendo 4 ragazzini. Tornare a casa in Taxi: che stile infinito. È come accendersi una sigaretta con 50 Euro o spaccare il bicchiere dopo aver bevuto! Volevo precisare: io non ho mai utilizzato il taxi per tornare da scuola solo perchè in provincia i taxi non ci sono.

Questa settimana ho finalmente firmato il contratto  e ora sono tranquillo, ho anche preso una serie di decisioni e rotto gli indugi, ma questa è un’altra storia.

Oggi il mio amico Andrea (a.k.a. Gero) mi ha segnalato una canzone che ha dato vita a una discussione quantomeno surreale che gira intorno un altro episodio di questa settimana. Enjoy

Andrea scrive: regalo per te sul mio facebook (una canzone di Frank Turner: “The Ballad Of Me And My Friends” ndr)
Simone scrive:vado!
Simone scrive:Gero
Simone scrive:è stupenda
Andrea scrive:il testo da panico
Andrea scrive:dai dai proponila a linus
Simone scrive:fa venire i brividi
Andrea scrive:rubrica new artist
Simone scrive:ti ci rivedi vero su quel flight?
Andrea scrive:uettone & gero live from marbella
Andrea scrive:"deejay on the beach"  new artists from marbella
Andrea scrive:e ci facciamo aprire un bar
Simone scrive:seeee
Andrea scrive:dove ospitiamo new artist
Simone scrive:anche se qui va tutto dal culo e ci dobbiamo mettere i risparmi :)
Andrea scrive:50% l’espresso 25% gerosa 25% zanelli
Simone scrive:nn male :)
Simone scrive:lo sai che proprio due sere fa
Simone scrive:ero al parco a fumarmi una zanca e bermi una birra con Giorgio
Simone scrive:cazzo ho cominciato a raccontargli un’infinità di episodi incredibili che mi sono successi
Simone scrive: a un certo punto mi sono chiesto se ci credeva o pensava che gli raccontassi delle balle
Andrea scrive:chi cazz’è giorgio??
Simone scrive:we’ve got the best stroy to tell
Simone scrive:giorgio
Simone scrive:il tipo di francy
Simone scrive:l’hai conosciuto a casa mia
Andrea Gerosa scrive:aahhh
Andrea Gerosa scrive:si si
Simone scrive:pirla pensavi ad Azzurra?
Andrea scrive:no no
Simone scrive:diventava un caso diplomatico…
Andrea scrive:pensavo giorgio gori
Simone scrive:sei il mio mito
Andrea scrive:sai mondo dei media
Andrea scrive:radio
Simone scrive:già…
Andrea scrive:che cazzo ne so
Simone scrive:armani
Simone scrive:gaber
Simone scrive:albertazzi
Simone scrive:(gaber buon anima)
Andrea scrive:gaber buon cervello
Simone scrive:meglio degli altri due..
Andrea scrive:ah beh che paragone, pero’ pare che armani sia uno tosto
Andrea scrive:mi piacerebbe lavorarci insieme
Simone scrive:ad Armani?
Andrea scrive:si
Simone scrive:ci credo
Andrea scrive:AG AG
Simone scrive:sembra una spa tedesca al cubo
Andrea scrive:armani giorgio andrea gerosa agnelli gianni
Andrea scrive:trova l’intruso
Simone scrive::)
Simone scrive:anche azzurra giorgio
Andrea scrive:ahahahah
Andrea scrive:grande
Andrea scrive:lo vuoi un consigliio?
Andrea scrive:prenota un aereo, vieni a trovarmi, sta casa ce l’ho fino a fine estate, godiamocela
Simone scrive:hai ragione gero
Simone scrive:cazzo la vita scorre
Andrea scrive:but we ve all the best stories to tell

Oggi Vado a Venezia, il 2009 ha finlamente inizio?

 


Non si sa come, ne’ perchè, ma ci sono periodi in cui gli impegni si accumulano, si condensano e si accavallano. Notoriamente ciò avviene nel momento meno opportuno: ad esempio a ridosso delle vacanze. Considerando che le mie vacanze inizieranno a metà agosto, devo tenere veramente duro.

Nelle ultime settimane, ho trovato la casa in cui andrò a vivere con la mia adorabile fidanzata, ho trovato un nuovo inquilino per l’appartamento  dove vivo ora e a cui ho venduto i mobili, gestito il terzo blog di mia madre, perso il portafogli (denuncia e richiesta dei duplicati di TUTTO), non poteva mancare il medico, l’iscrizione in palestra, la macchina a riparare dall’altra parte di Milano (2 volte perche la prima nn avevavo un ricambio), una bottiglia di champagne che si incastra nei raggi della bici e mi spacca la  forcella e mi lascia a piedi, rimango senza soldi sul conto visto il lievitare dei preventivi e infine il gatto di mia madre a farmi compagni nel mio miniappartamento (grazie ancora Anna) durante la permanenza della Vecchia in Sardegna. Poi c’è il lavoro, mai così pieno di novità e impegni.

Cazzo una vacanza me la merito! Però è veramente fighissimo!


La vita è troppo breve per …

Ecco, il momento è giunto, un po’ di filosofia spicciola, un po’ di buonismo, uno spruzzo di consigli da rivista femminile, un paio di news come fanno i blogger ‘seri’, un’anticchia di banalità (la caratura sarà una via di mezzo tra il diario delle superiori e pessimi lucchetti di Moccia), questo mix esplosivo (ma un’esplosione più vicina all’aerofagia che al tritolo) dà vita a questa Brand New, Sparkling, Shiny, Up to dated, Cool, Metrosexual, Fucking stupid, RUBRICA.

Il titolo è l’alfiere della più disarmante delle banalità, ma ovviamente, qui, a casa mia, nulla è lasciato al caso. Una rubrica dal nome banale ha il grosso vantaggio, di attirare tutti, perche alla fine diciamolo, anche chi è snob,(lo sappiamo vero …) ama il gossip e le news, e in fondo, nel nostro cuoricino siamo tutti fragili e alla ricerca di uno spunto in più, per vivere più intensamente la nostra vita. Inoltre un nome banale assicura stupore e apprezzamento nel caso in cui, ciò che viene segnalato come ‘imperdibile’, sia un qualcosa che banale non è, anzi è ricercato e raffinato.
Assicuro che non proporrò nulla di troppo sbrodoloso come, cani, bambini, cuccioli ingenere et similia.

Cominciamo alla stragrande, ovviamente: come iniziare un party annunciando che il Dj della serata sarà Bob Sinclar, come andare da un sarto di Bond Street per farsi fare le mutande su misura, insomma: sono tornato! Il primo post è una canzone, stupenda, un grande produttore (Pharrel dei n.e.r.d.) un cantante, il cantante degli Strokes: casablancas, dedicato a chi ama gli anni 70 e i viaggi in autostrada: La vita è troppo breve per non ascoltare My drive thru:

 


Stavo aggiornando il mio profilo su Facebook, inserendo le cose che avrei voluto fare nel week end. Tra queste c’è anche tagliare il prato, tradotto d’impulso in Cutting the grass, mi sono detto:  vai a controllare va, è un po troppo maccheronico…! Oh, è giusto! E’ sccoppiato un feeling tra me e la lingua Inglese? Io credo di sì, in questi giorni mi sto impegnando  quasi al massimo, e i risultati si fanno vedere. Oppure è il solito culo che spesso accompagna tutto ciò che faccio? Boh

In ogni caso, ieri, stavo ascoltando la mia radio preferita, radio Deejay? Mavah, pagàni! è BBC Radio 1. Ascoltavo lo srtreaming del programma più bello: Mash’Up con Annie Mac () e ho scoperto una canzone (rmx drum n base) meravigliosa, che voglio assolutamente condividere, ascoltatela tutta!

Vedete? Il mio impegno nell’inglese mi ha portato anche a scoprire una nuova canzone.
Sono un ragazzo fortunato




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